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Visualizzazione dei post da Luglio, 2011

I coccodrilli stanno in palude, questo è un saluto

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Mbè, volevo dire che Agota Kristof l'altro giorno ha preso ed è morta. Così.  La scrittura non rende né eterni né migliori né belli quelli che la mettono in pratica. E' solo un piccolo dono d'inanellare con qualche musica e s concerto le parole che si imparano a casa in discoteca in strada e per i libri.  Dovrebbe essere un bisogno indefinibile difettabile e non posticipabile, come era per questa scrittrice che scriveva in un francese azzoppato.  Non pubblicava da qualche tempo, la malattia zozza e rapinosa aveva costretto la scimmia a scendere dalla schiena.  Le dico che le mando un saluto col pensiero, non è granché, nemmeno per scrivere, per scrivere ci vorrà pur sempre un corpo, ma c'è chi crede non dipenda da quello... 

Alle dipendenze della scimmia

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Ho letto da poco, un'ora fa, un autore italiano poco conosciuto che ha scritto invece dei libri importanti (l'invece merita d'essere d'obbligo) e in mezzo a questo caravanserraglio di simboli metafore e garbugli della sua prosa, una paglia grassa incoccardata di fiamme, ho trovato delle scoperte sensazionali, dei confettini d'una dolcezza che (questo il punto) se l'avesse fatti e preparati un altro, un titolato, ne parleremmo fino a domattina e doman l'altro ancora. Invece no. Nessuno grida al miracolo. 
Rientra in quella congerie di gol che se l'avessero fatti Messi, o Maradona, o Batistuta, invece così sono solo delle patate sottoterra... nei campetti della parrocchia. 
Resta un mistero come diventare titolati o importanti visto che non basta scrivere come questo signore...

Miele e Quadrifoglio di Chica Umino

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(Owaru)

Gli scriventi della domenica

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Una volta Italo Calvino disse a Gianni Celati che se lui Calvino non si dava delle regole piùommeno ferree, su cui anche saltellare perché no? ma solidi regolamenti limiti, quando scriveva, allora sarebbe stato uno scrivente della domenica, un poeta della veranda. Questo per significare che aveva un'innata facilità di buttare parole sulla carta, come uno col sifone sopra il prato, e che quindi quella non era la strada giusta, era la strada per la veranda.  Anche Giorgio Manganelli, una volta, da giovine, disse che magari avesse potuto scrivere per commissione, colla traccia già estratta e decisa da qualcun altro. Rimaneva la cosa più facile: scrivere.

Lettere dal disonore

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Le famiglie del Mulino Bianco esistono e si sono riunite moltissime a Milano dove specie all'ora dell'aperitivo masticano patatine soffiate e fumano sigarette superleggere in un involucro di fumo atmosfera profumata. I padri non hanno un filo di lardo sulla cintola e sono sani, freschi freschi come il pesce, le madri sono anche loro sane e belle colle gonne merlettate bianche il sandalo alla romana, o la scarpetta aperta, e recano alle estremità delle dita, tutte, dei bambini sui cinque e tre anni, biondi, azzurri, le bambinette hanno abiti mossi e la risata se è e se non è, i maschietti fanno ancora gli scherzi da dietro la sedia.  Queste famiglie stanno assieme e si frequentano ispecialmondo dopo l'orario d'ufficio, ed hanno dei redditi stratosferici per abitare lì e dintorni: via Monti, via San Vittore, via Carducci, e poi anche altro.  Tutta quella salute non è da invidiare, così come non è da invidiare la loro seggiola di vimini o il loro tabacco o la buona fionda s…
Svolgete il tema seguente sul valore dell'amicizia disinteressata negli anni zero. 
Per amicizia disinteressata il professore intende questo: avete amici per uscire sennò stareste a casa a praticare la masturbazione o la televisione oppure approfondite qualcosa coi vostri amici?


Caro professore, i miei amici sono foruncolosi e io mi ci vergogno a farmici vedere assieme. Se andiamo al corso la domenica, io tento di dirottare la compagnia dei brufoli sulle stradicciole laterali, sulla periferia dei corsi, sull'oscurità. 
Direi quindi che forse le mie amicizie non sono "tanto per". Premo anzi per non vederli, premo per tenermi alla debita distanza dalle loro pustole. 
I miei amici invece, sarà che odoro perché ho già imparato il valore dell'igienizzazione personale, trovano piacere nello starmi accanto.  
Lei vuole sapere perché io ho questi amici, che alla fine sono tre, o quattro. Quelli che ho raccattato in pochi anni di vita submondana. 
Io non lo so. 
So solo che si i…

130'nni di Pinocchio

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Il 7 luglio sono stati centotrentanni di Pinocchio e invece di venirmi in mente Pinocchio Il Figlio semplicemente o Collodi Il Padre de plume, a me mi punge la zucca il grandissimo Giorgio Manganelli Il Fratello praticamente che oltre a dedicare a Pinocchio quella bella riscrittura Pinocchio:un libro parallelo, è stato il nostro Pinocchio letterario alto del Novecento come altri non l'hanno proprio avuto, no no. 
C'è quella straordinaria immagine del Manganelli bambinetto estasiato della lettura pinocchina finché il burattino resta ligneo, quando l'incantesimo lo incatena alla carne e all'umano, alla morte e all'esistenza biologica, Manganelli in pantaloncini corti comincia a sbattere i piccoli pugni sul pavimento, rabbioso e contrariato soprattutto. Anni dopo dirà alla figlia "Ma ti rendi conto che da quando diventa bambino non c'è più nulla da dire?".

La provincia del mondo John Fante

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Caro B.

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(Owaru)

Sangatsu no lion

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Un marzo da leoni è il nuovo lavoro fumettistico della ''mangaka'' (fumettista giapponese) Chica Umino. Un'opera tirata per le lunghe e in via di pubblicazione dal 2007. La storia, ambientata nei pressi dell'ultima Tokyo,tratta del silenzioso e pacato scorrere delle giornate di Rei Kiriyama giocatore professionista di shoji. Ci terrei ad aprire una parentesi su quest'arte e mondo antico dello shoji: ''gioco'' strategico da tavolo tipicamente giapponese e poco conosciuto in occidente, con una storia piuttosto antica alle spalle. Noi occidentali l'abbiamo semplificato come gli ''scacchi giapponesi'' ed in effetti lo shoji ne ha lo stesso scopo: catturare il re avversario. Definito che abbiamo definito(per fini nobilissimi di comprensione) lo shoji, torniamo a bomba. L'intera opera ruota attorno all'importanza che ha lo shoji per chi ne fa una professione. Rei Kiriyama diventa professionista durante le scuole superiori …

Il drammatico sociale Chezzo Zalone

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Checco Zalone dice ai nastri di Tv Sorrisi e Canzoni:
"Per il mio show ho chiesto che non si andasse oltre i 40 euro. Vedo colleghi che ne chiedono 80 per i loro spettacoli. È troppo, sono pazzi. Con questa crisi, lo giudico quasi immorale".

Io non ci spenderei nemmeno una nocciolina per vedere Zalone (né il celebre cerebrale Daniele Luttazzi) che ad ogni maniera è sempre presente in televisione, Zalone dico, e quindi può permettersi biglietti a basso prezzo, mentre i veri comici dalla tv sono stati randellati ad uno a uno e bruciati morti. Tante ciacciarie pubblicitarie non possono permettersele, inutile a dire, tanto più che i costi per fare uno spettacolo buono sono molti.  Resta che bisognerebbe vedere chi sono questi colleghi, se sono i vari Maurizio Crozza, Dario Vergassola... i suoi omologhi inutili.  Avrebbe dovuto specificare a che coorte si riferiva.  Io per vedere Corrado Guzzanti, Antonio  Rezza ed altri scavezzacollo umorali spenderei ancora più di ottanta euro, cif…

Loredana Lipperini tribuna delle libertà

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La signora Loredana Lipperini ha fatto un post sulla libertà di espressione su internet, oggi. (Non metto il link perché sennò guadagna posizioni sulla Classica Wikio).
L'ha pubblicato e imbacchettato proprio lei che stira in media quasi tutti i commentatori critici colla linea del suo blog e della sua testa(ta).

Le ho scritto questo commento diseguito per comunicarle che secondo me c'era del controsenso, nel suo casus belli, a parlare di Libertà su Internet e Censura:
Lei Lipperini è una che ha il correzionale facile, ieri mi ha schiacciato un commento (me ne sbatto sia chiaro, ma l’ha fatto, facendomi tra l’altro passare per ignorante in materia Classica Wikio quando ero solo dissenziente colla metodologia, conoscendo perfettamente i meccanismi).
In più non sono pochi i blogger che denunciano in rete la sua scarsisssima capacità di accogliere in questo luogo pensieri a lei non ortodossi.
Cioè, li cassa forte.
Direi che questo post sulle libertà in rete, lei poco se lo può perme…

Sui NO_TAV

Sui No_Tav del Cave-Tavem penso che dovrebbero starsene fermi e lasciar correre i lavori, che portano molto grisbi.  Ma su quello che è successo spero che ora qualcuno, di poca fantasia, non si rimetta per l'ennesima a citare Pier Paolo Pasolini e gli scontri di Valle Giulia.  Maledetta quella poesia timoniera

TQ: tre-quattromila passi indietro

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Se qualcuno mi chiamasse (cosa che non farà) per chiedermi di annettere le mie belle penne al movimento TQ (al)lettatario-politico-real-interventista, che intende colle proprie opere di governare o modellare la realtà (con a capo Roberto Saviano Primo), io mi riservo il diritto di fargli la faccia di sputi (di gocciole di miele) ma senza dimenticare, se le circostanze lo permettono, di passare un po' di sturo alle sue orecchie enfie di strutto e prosciuttella. Basterebbe, che dire, leggersi un po' di Giorgio Manganelli, ma anche più dabbasso, per capire di quanto indietro parecchio stanno questi innovatori (al)lettatari.

Cultura dell'utile

Non pensiamo sia un caso aséstato che si teme con tutte le nostre durezzze cerebrali ciò che viene e ciò che va al nulla inodore. Così i carocci, come si chiamano da me con una parola bellissima, cioè i bambini, quando fanno fuori i secoliin scivolata e sgusciano come teste di verme dalla vagina traboccante della madre sono appena usciti dall'ultimo budello del nulla. Per una frazione di secondo c'è stato un nullicidio. 
La gente li guarda con benevolezza perché teme di vedersi ricrescere quella corda di carne viscera che è la corda ombelicale, teme che il proprio nutrimento torni dalla sacchetta nullebonda. Timore ben fondato, perché se il budello quando si nasce è di carne, quando si muore è una larva di legno zincato. Un escremento dell'edilizia necrofora. E si scivola nel carbone cotto. 
I bambini vanno riempiti di cultura come i polmoni d'aria chiara. I bambini vanno incisi, così fanno parte dei nostri, perdono le fattezze mollicce e marmellose del nulla, ed a vista…

Girotondano

La Cultura è quel particolare luogo fisico, o tisico, (spesso non-luogo) dove è stata abolita normativamente la solitudine. 
Come nei lavori forzati, nella Cultura c'è bisogno della compagnia forzata, o della compagnia "forzatamente". 
Se ci aggiungi le lungaggini burocratico-statali e la miseria dell'udito Generale (di Stato), il vomito diventa un piacevolissimo sorso di vita.

Barricadiero per dire

Col passare del tempo i nemici si moltiplicano. 
Ma pure si specializzano. 
Non sempre c'è turn-over. 
In origine avevo in odio la Chiesa, la Famiglia, la Patria. 
Poi a poco a poco, siamo passati a fare fuoco (alla cieca) su Massoneria e USA. 
Poi contro Televisione e lo Stato. 
Ora penso che il male peggiore sia la Cultura in ogni sua manifestazione. 


Ovviamente, ho sempre avuto in odio me stesso. E il suo ridondare.

Sinistra in Mocassino

"Dalla Dandini va sempre la stessa sinistra fighetta". 
Per quanto Antonio Pennacchi non sia uno scrittore interessante, difficile contraddirlo quando dice queste cose santedette.

Una cosa è incerta

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Honoré de Balzac: "Se la stampa non ci fosse, bisognerebbe non inventarla"