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Visualizzazione dei post da Novembre, 2011

Licenze d'uccidere vendonsi

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I dati estratti dal gomitolo spinato di Tullio De Mauro sulla comprensione dell'italiano da parte degli italiani sono sempre annichilenti, e gli investigatori linguistici partono dal presupposto che si deve essere tutti allineati a comunicare come dicono loro: a li morté!
In primis, meglio non capire i testi che producono gli Italiani Alti per gli italiani bassi. (In culo alla balena!)
In secundis: ma è proprio vero che non capiscono? Secondo me, capiscono, altrimenti non sarebbero così stronzi quando vanno a votare e così rintronati in fatto di bellezze e spaventosità.

Ora, questi dati sono, purtroppo, a favore degli addetti di cui dopo e dei giornali cartacei e quindi, in proiezione del futuro, di quelli webbici.
La tv serve per distruggere il cervello di, diciamo, quel 71% che non riesce a capire un testo di media difficoltà (per esempio guardando il programma di cui ieri, oppure (Im)ballando (col)le stelle ecc)... questo dato è emesso dalla ricerca trovarobe linguali di De Mau…

Mannaggia a' miseria, mannagg... quant fann schif sti spettacoli 'ncopp alla televisione...

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L'immenso Leo de Berardinis:



Oltre agli artisti che sono sempre in numero sacrificato, esistono per lo mondo, altri spettatori estetici? (I critici sono spettatori critici).






Dinamo Seligneri dopo aver letto i dati auditel relativi alla trasmissione della Rai, Il più grande spettacolo dopo il Weekend- Fiorello, cui si riferisce, precisamente, il titolo del post...





Sul debito pubblico, Maurizio Milani (parecchio fa fa)

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Noticina marginale: Il povero Milani, per colpa di qualcuno, o comunque per colpa che non gli danno da lavorare, è andato a fare delle inchieste per il Foglio, quel giornale extra-large che arriva in edicola in poche copie perché il grosso se l'è mangiate il direttore in ufficio... assieme alla moglie dell'inattuale presidente del consiglio.
Si può dire su blogger "Pezzi di merda"?
Pezzi di merda.

I Vitelloni

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Un giorno postumo accaderà una cosa che sto cercando da sempre di tenere nascosta ai miei pari. Cioè che qualche biografo di me vorrà capire perché mai io sono anni pieni che scrivo racconti e racconti e racconti (e poi li bruscio) di sfaccendati, cialtroni, imbriachi, perdigiorno lazzaroni. L'ultimo proprio qualche ora fa, sul disfar del mattino...
C'è un fondamento direi gnoseologico.
Sin da piccino scalcicchiò nel mio ventre un senso che altri non capiveno: che a me mi sembrava tutto falso, e allora anche tutto più brutto. Per esempio, mica ci credevo tanto che la gente che diceva che si faceva un mazzo tanto a lavorare poi sto mazzo tanto se lo faceva veramente a lavorare. Eppure tornavano nelle loro case tutti sporchi di calcinaccio, sudore, terra, gesso, inchiostro, vetri, vernice, sperma... Era dura da capire, però finché non ho iniziato pure io a (dis)fare qualcosa, mi persuadevo che suvvia erano bizze del mio cervello... che invero no no, erano tutti operosi, tutti st…

Germania in autunno

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Germania in autunno è un film collettivo girato dall'associazione di autori cinematografici tedeschi (tra cui Fassbinder - le musiche del film sono di Ennio Morricone) chiamata Filmverlag der Autoren. La pellicola fu realizzata e uscì dentro gli anni di massima tensione del terrorismo in Germania e nel mondo, sulla fine degli anni settanta; di preciso uscì nel 1978.
Il film nasceva dalla preoccupazione di questi artisti per le restrizioni alla libertà individuale che alcune leggi speciali dello Stato della Germania dell'Ovest (tra cui un'istigazione alla delazione di terroristi simile al periodo nazista... tanto per dire a chi propugnava liste sui parlamentari omosessuali, in Italia, quest'anno - uno tra tutti Aldo Busi) aveva emanato per reprimere il terrorismo dopo alcuni fatti speciosi come l'assassino di un banchiere, il rapimento d'un industriale, il dirottamento di un aereo della Lufthansa da parte di frontisti della liberazione palestinese, e il misterio…

Il comico in Thomas Bernhard

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da L'imitatore di voci, Thomas Bernhard:
Un padre di famiglia che per decenni era stato lodato e benvoluto per via di un cosiddetto straordinario senso della famiglia e che un sabato pomeriggio, sia pure con un tempo decisamente afoso, ha ammazzato quattro dei suoi sei bambini, si difese in tribunale dicendo che tutto a un tratto i figli gli sono sembrati troppi.

Bernhard parla del comico (estratto da un'intervista più ampia trovata qui):

Il materiale per il comico si trova sempre dove c’è un bisogno, una mancanza. Una qualche menomazione fisica o mentale, no? […] Uno deve zoppicare o vedere con un occhio solo o inciampare ogni tre passi oppure gli esplode il didietro e spara fuori delle candele [ride] o qualcosa del genere. […] Delle cose del tutto normali, del cosiddetto “Normale” non ha finora mai riso nessuno al mondo.
E poi ce la si ride anche. Quando ci si fa male, o no? Allora si ride di gusto. Quando mia nonna si bruciò con il fornello, ho riso come un matto. Quando per…

The importance of being (al)lettered

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Valli a capilli

Ultime dal fondo:


I populisti violacei, questa sera, invece di festeggiare la caduta di Berlusconi, lo vanno a contestare... 
non è che lo vanno a contestare perché volevano che doveva rimanere?

Meglio commissari tecnici che commissari di polizia...

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Se si va a votare, salgono i commissari di polizia, o i ciarlatani della politica, come l'ultimo.  Meglio Monti che i poliziotti. 
Un'amara paginetta di Sciascia in simil tema:

"Pare che a Regalpietra il regime commissariale sia il solo capace di risolvere quei problemi che nel Consiglio comunale si risolvono con la concorde volontà di almeno sedici persone; difficile a Regalpietra mettere sedici persone d'accordo, a meno che non si tratti di operare in danno di qualcuno,  preferibilmente in segreto. Perciò un Consiglio comunale democraticamente eletto mai si troverà in condizioni di serenità, meglio il commissariato prefettizio, anche se è un commissario fantasma e tutto è nelle mani del segretario della Dc, il Commissario decide in un giorno cose che per anni il Consiglio trascina- così la pensano molti a Regalpietra; il Consiglio comunale è divertente, ma solo col Commissario qualcosa di buono si ottiene". 

Simpatetici

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I poeti (non le poesie, ma spesso anche loro) mi nauseano. Ovviamente preferisco ai poeti la gente, ma non la gente ricca. Ai ricchi preferisco i poeti (poveri). Ai poeti (poveri) preferisco i poveri. Tra i poveri preferisco i contadini, poi quelli che non hanno studiato se non un minimo (perché quelli che hanno studiato un massimo sono micidiali) e i cialtroni poveri che oltre ad essere poverissimi fanno delle cose che pochi possono immaginarsi, almeno di non esserci tagliati dal cordone. Ma ai poeti (le persone, non le poesie) per tornare a noi, e specialmente ai poeti ricchi che scrivono versi liberi, io preferisco addirittura i direttori di giornali che notoriamente odio. Gli scrittori mi stanno più simpatici dei poeti e pure i teatranti. Insomma, si sarà capito, i poeti ricchi accademici liberi traduttori di altri poeti e scarrafoni sono nei posti più laterali sopra la traversa delle mie simpatie. Ivi compresi i cantautori la cui parola è aberrante. Tranne Piero Ciampi.

Un bel po…

A Belli Capelli: il Carcere come conditio sine qua non per essere considerato un delinquente

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L'altro dì mi è toccato di farmi accorciare i capelli. 
Non ebbi mai rapporto pacifico con la categoria dei barbieri della mia zona, e di nessuna zona, tanto vadomi sotto i loro taglienti fiati non più di quattro volte l'anno e proprio per evitarli, non per esteticismi. 
L'altro giorno quindi, il mio barbiere, mentre mi scartabellava in tondo la testa, e lambiva come uno spadaccino le orecchie, ha fatto cadere la concione bottegaia sulle negligenze di qualche Tale nell'alluvione di Genova. Per lui, qualcuno avrebbe dovuto stappare tombini e fogne e spianare nonsochecosa tanti mesi prima del flagello: "se ne(ss)uno c'(i) vò(le) j(re) affà sti lavori, ci pò(ssono) j(re) li carcerat(i) che non stà a fà nu cazz dalla matina (nel) la serra"... 
e intanto altre ciocche nere lacrimavano giù dalla mio capo diminuente...


Poi, arrivati al conto, il barbierino fa "hai fatto barba shampoo e capelli... il tutto ti viene... 
costa Tott(i)... posso, nzomma hai capito, s…

Gli antieuropeisti

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E' da parecchio tempo che molti partiti ed organi d'informazione della destra estrema e più recentemente di quella meno estrema ma imparentata colla destra estrema stanno, unitamente a blog e siti di uguale tendenza et similia (anche in sacche della sinistra), sfogando tutte le loro flatulenze contro l'Unione Europea e la finanza in genere, come è nelle vene del piccolo risparmiatore dall'indice insalivato e l'occhio torvo che abbiamo da noi... quindi in piena corsia di quel tubercolosario che è la destra populista in Italia ed un po' dappertutto. 
Ora, dato che i signori d'opinione che vengono retribuiti per pensare, una su tutti Ida Magli (oppure, ora, anche il rientrato dalla finestradel potere informativo Paolo Barnard, cambiando balcone - o loggia?), credo siano le persone che pensano meno, e con loro i lor seguaci sui foglietti di gazzetta e su internet, a chi veramente conviene che si parli male dell'Europa, a chi interessa che dopo che sono passa…

Un narratore pianeggiante

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C'è una mia lunga battaglietta colla lingua italiana che riguarda i finiti accoppiamenti delle parole. Diciamo che, per ben scrivere, bisogna inghiottire una pastina, tale che un buon tiratore di parole finirà quasi per necessità a mettere una in fila all'altra quasi sempre le stesse identiche ritmiche che, dalla loro, saranno rette da ciuffi e grappoli di parole e sensi similissimi di volta in volta. E' l'arte di fare della letteratura, la cura del testo, le cose, i "che", i punti bla bla.... uno sforzo che si vede. Per questo, lo odio. 


In Celati, che mi scalco da tempo, c'è (o sembra esserci, dissimulato) un gran bel senso di menefreghismo, di irriguardevole disinteresse, in cui, ca va sans dire, si avverte di gran lunga meno il senso della p(r)osa scritta per fare arte e dell'avviluppo nodoso che dopo alcune pagine arriva indigesto, lezioso, stopposo, come una truffa di ridondanze. In Celati, invece, si trova una prosa leggera leggera, che cerca po…